RELAX SILENZIOSO NEL CUORE CALDO DELLA TERRA

NEI SASSI DI MATERA MODERNAMENTE RIVISITATI

Lavabi d’appoggio e contenitore “Privacy” di Capo d’opera. Sanitari “Axor” di Philippe Stark per Duravit. Vasca “Spoon” di Agape. Applique “Minimalismo” di Catellani & Smith. Pavimento a parquet di larice sbiancato.
Lavabi d’appoggio e contenitore “Privacy” di Capo d’opera. Sanitari “Axor” di Philippe Stark per Duravit. Vasca “Spoon” di Agape. Applique “Minimalismo” di Catellani & Smith. Pavimento a parquet di larice sbiancato.

Considerati negli anni del boom “la vergogna d’Italia” perchè visti con un’ottica efficientista piena di pregiudizi, oggi, grazie alla lungimiranza degli architetti che li hanno sempre amati, i “Sassi” di Matera sono stati riscoperti nella loro funzionale peculiarità di abitazioni particolarmente coibentate, cioè ben isolate sia termicamente che acusticamente.
Così, da case di contadini a livello di pura sopravvivenza sono diventate dimore di prestigio per un nuovo ceto di professionisti illuminati.

Patrizia Capriotti, architetto
Laureata alla Facoltà di Architettura di Roma nel 1983, risiede e opera a Matera in un immobile nei Sassi che ha ristrutturato nel 1986.
Svolge la libera professione e si occupa prevalentemente di restauro su manufatti storici e di progettazione e pianificazione alla scala urbana.
Ha partecipato dal 1988 per una committenza privata al recupero di immobili ricadenti nei Sassi di Matera, patrimonio Unesco.
Si interessa di bioarchitettura, cercando di utilizzare nella progettazione l’inserimento di energie alternative e rinnovabili.
Pone grande attenzione all’architettura di interni.
Esercita dal 2009 un’attività di tutorato presso la Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi della Basilicata coordinando un laboratorio progettuale di Teoria e Tecnica della progettazione.

In un doppio volume soppalcato vi è il soggiorno arredato da “Mutinati Officine d’Interni” di Matera.
In un doppio volume soppalcato vi è il soggiorno arredato da “Mutinati Officine d’Interni” di Matera.

Questo appartamento di proprietà di una giovane coppia è situato in quello che all’esterno appare come un palazzetto materano del ‘500, e che all’interno nasconde un labirinto di stanze scavate nella montagna. Il bagno è ricavato in una grotta naturale tondeggiante dalle pareti morbide e dorate di tufo che contrastano piacevolmente con gli arredi di gusto contemporaneo. Un parallelepipedo ricoperto di piastrelle bianche fa da sostegno alla mensola che contiene i due lavandini, mentre i sanitari e la vasca sono poggiati direttamente sul pavimento di larice biondo trattato in modo da avere lo stesso colore delle pareti di tufo.
Così questi elementi ceramici, che sono di un bianco assoluto, contrastano con il beige di pareti e soffitti come grandi uova di uccelli preistorici in un nido di pietra concavo e dorato.
Accanto ai lavandini due applique filiformi esplodono nello spazio antico come fuochi artificiali elettrici con lampadine a punta. Anche gli altri arredi sono stati scelti con la stessa poetica.

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