UNA RICERCA DI MATERIALI E COMFORT

DIETRO IL PARCO REALE DI MONZA

L’azienda di famiglia, che produceva da sempre mobili di qualità, adesso si chiama “GM Design Revolution” perhé ha messo al primo posto il design personalizzato, i materiali nobili, e uno studio molto attento del comfort.
Per essere coerente con la filosofia aziendale qui è stata fatta la stessa ricerca, questa volta “pro domo sua”. Il bagno è un gioiello di praticità ed eleganza realizzato in poco spazio. La ricerca di qualità della vita culmina in questa “camera con bagno integrato”, dove tutto è in vista e a portata di mano ma diviso da grandi cristalli.
Iniziamo dai materiali. Qui dominano quelli naturali: la pietra scheggiata alle pareti e i lastroni di legno lunghi due metri come pavimento.
Infatti, tutta la pavimentazione della zona giorno è in legno wengé molto scuro, mentre le pareti, dopo un congruo strato d’isolamento, sono ricoperte da cortine rustiche di pietra Rastone ottenute con stampi ricavati dalla pietra naturale.
Il lavandino è in un solo blocco marmoreo (con particolari venature) scavato da un artigiano su disegno dell’architetto, e ha la particolarità di avere lo scolo dell’acqua in una fessura ricavata nella lunghezza. Per rendere più elegante la vasca da idromassaggio, la si è ricoperta di wengé dello stesso colore di quello del pavimento, così come il sopralzo per il letto tatami.
Per eliminare dalla vista gli elementi tecnici, il riscaldamento è a serpentina nella soletta, e la luce artificiale è a faretti incassati.

Valentino Galimberti, architetto
Laureatosi al Politecnico di Milano, è titolare della GM Design Revolution, società che si occupa di progettazione, produzione e vendita di arredamenti su misura per architetture d'interni.
Con un ramo parallelo di attività si occupa di costruzioni e ristrutturazioni di unità abitative, hotel e locali di qualità, sempre alla ricerca di elevati contenuti architettonici.

La stanza è separata dal bagno da una parete interamente vetrata che lascia scorgere il gioco di specchi e cristalli all’interno di quest’ultimo. I volumi degli oggetti sono geometricamente squadrati, tranne due vuoti di forma circolare: la vasca e l’oblò.
I contenitori sono apparentemente scomparsi.
Infatti, sotto la pedana che sorregge il letto vi sono ampi cassetti, mentre la cabina armadio sfrutta un angolo altrimenti inutilizzato. L’unico mobile contenitore visibile è quello sotto il lavabo in pietra, ma anche lui è poco identificabile. La doccia king size è costruita sulle geometrie ortogonali delle pareti e ha un piatto e un soffione rettangolari.
Il suo spessore di soli 70 cm è stato pensato a misura del padrone di casa. La raffinatezza dell’insieme è sicuramente dovuta all’incontro di due elementi: il gioco prospettico degli spazi virtuali e l’elegante accostamento dei materiali (pietra grigia, legno rosso scuro, intonaco avorio). Anche se la pietra è ricostruita (solo così può essere usata nella doccia) i materiali qui usati si possono considerare naturali, e tra questi spicca il raffinato marmo del lavabo a piano inclinato, che esibisce sottili venature da
raffinato disegno giapponese.

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